Oggi quando si parla di Sviluppo Sostenibile, non si trattano soltanto tematiche ambientali e di salvaguardia delle risorse naturali, ma anche di aspetti legati alla sostenibilità sociale ed economica.
La Wine Industry, in questo senso, sta lavorando per far sì di utilizzare al meglio l’innovazione tecnologica disponibile, affinché si possano migliorare aspetti come la “wine communication” e il welfare aziendale: le tematiche sociali sono sempre più importanti, i viticoltori non possono sottrarsi infatti vi è sempre più attenzione a problematiche legate alla parità di genere e ad aspetti riguardanti i diritti dei lavoratori della Wine Industry. La crescita sostenibile deve quindi essere anche crescita equo-solidale e rispettare gli aspetti sociali più importanti che l’Agenda 2030, propone attraverso gli SDGs, acronimo di “Sustainable Development Goals”: si tratta di 17 Goals che hanno l’obiettivo di migliorare gli impatti mondiali conseguenti alle azioni dell’uomo, parimenti a livello sociale, economico e ambientale.
Le aziende della Wine Industry oggi adottano sempre più strategie di CSR (Corporate Social Responsibility), rappresentando la massima espressione di sostenibilità sociale ed ambientale nel campo della viticoltura. Incorporando la Responsabilità Sociale d’Impresa, l’imprenditore di oggi, che deve essere un “imprenditore 2.0”, non opera nel settore della filiera solo per realizzare profitti, ma allo stesso tempo deve includere tutti gli aspetti di Crescita Sostenibile aziendale, che inglobano natura, economia e società.

La Wine Industry al giorno d’oggi non può esimersi, gli obiettivi strategici sono mutati, anche perché il cliente è cambiato: i cosiddetti “wine lovers”, gli amanti del vino, non ricercano più solo la qualità organolettica nel vino di vini di qualità da un punto di vista organolettico, ma puntano sempre più spesso a valorizzare produzioni vitivinicole che hanno saputo innovarsi, ponendo particolare attenzione al rispetto del territorio in cui operano, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche sociale. Le stesse vengono scelte perché riescono a creare “top wine” quindi prodotti dalla qualità eccellente, attraverso processi di produzione sostenibili, che hanno bassi impatti sulla natura, ad esempio grazie all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per soddisfare il fabbisogno energetico aziendale e adottando pratiche di agricoltura biologica e biodinamica.

Quest’ultime rispettano a 360° la natura, le stagionalità e la biodiversità del territorio, in quanto aboliscono o riducono drasticamente l’utilizzo di lavorazioni invasive e pesticidi chimici. Questo però non è tutto: come anticipato, infatti, queste aziende vengono valorizzate dai “wine lovers” perché operano seguendo l’Agenda 2030 e quindi avendo a cuore lo Sviluppo Sostenibile: la tematica dello sviluppo sociale diventa quindi centrale per la valutazione del consumatore moderno, che cerca il rispetto dei principi di Sviluppo Sostenibile, anche in aspetti riguardanti le condizioni dei lavoratori e dei dipendenti nella filiera vitivinicola, il territorio ed il tessuto sociale circostante l’impresa, scegliendo con più facilità e prediligendo quelle realtà che applicano strategie di CSR. Responsabilità Sociale d’Impresa. Quando l’amante ed intenditore di vino oggi ricerca una nuova azienda, non vuol trovare solo un buon vino, ma si interessa della storia, della strategia e del modo in cui lavora, e più nello specifico se considera o meno gli aspetti fondamentali della sostenibilità: questo è il motivo per cui gli imprenditori che operano nella Wine Industry non possono porre in secondo piano innovazione e cambiamento rispetto a queste tematiche.

L’Agenda 2030 nella Wine Industry

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